Edoardo Montolli, milanese, trentaseienne, inizia a raccontare storie a diciotto anni: il settimanale della sua città, il quotidiano La Prealpina e una radio locale dove conduce una trasmissione politica. Ma è soprattutto il giornalismo d’inchiesta che insegue. Nel 1996 scopre insieme a Michele Perla l’alfabeto dei furti, il codice usato da alcuni tipi di ladri per svaligiare le case, segnando cancelli, citofoni e porte. Un anno più tardi, dopo aver aperto un ufficio a Rho, scrive articoli e re...